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Dr.ssa Anna Cannata

Smart city, Smart Spirit e Smart Community

La visione “smart” delle nostre città è ormai molto diffusa, molteplici i progetti messi in atto negli ultimi 10 anni che vedono coinvolti, sempre più spesso, anche i cittadini e le loro abitudini quotidiane attraverso nuove modalità di fruire la città, i quartieri, il posto di lavoro e le abitazioni. In perfetto “smart spirit” affluiscono contributi pluridisciplinari che si configurano come insieme sincrono di interventi a favore della sostenibilità ambientale, della vivibilità cittadina e del benessere individuale dei suoi abitanti. 

Incontri online LGBT: come funzionano?

Incontri online con persone LGBT: una rete a maglie strette, i nuovi ghetti del web o l'ombelico del mondo? Quanto conosciamo di questo sommerso paradossale che si ramifica sotto lo sguardo di tutti? Il dr. Manlio Converti, come Virgilio per Dante, lungo i rivi delle chat di genere.

La Legge 170/10: Labirinto o traccia per una didattica inclusiva?

Secondo recenti indagini epidemiologiche i disturbi dell'apprendimento scolastico riguardano il 4-5% della popolazione in età scolare. In media, quindi, in ogni classe c’è un alunno con queste difficoltà. Gli apprendimenti scolastici fin dalle prime classi richiedono un'efficienza ottimale ed una perfetta integrazione di numerose funzioni cognitive: percezione, memoria, elaborazione delle informazioni, processi associativi. In Italia, con la legge 170 dell’ 8 ottobre 2010, il Documento di accordo tra Stato e Regioni e più recentemente la normativa sui BES, si sta cercando di dare risposta alle tante questioni che si pongono quotidianamente e che riguardano la gestione dei bambini e ragazzi con Disturbo Specifico di Apprendimento. Tale gestione va dalla necessità di fare chiarezza in merito alla diagnosi ed in particolare su chi ne abbia diritto a farla e, sul fronte della scuola, alla gestione quotidiana, nel curricolare dei Disturbi Specifici di Apprendimento.

e-generation: diventare grandi nella rete dei Social Network

Gli adolescenti sono spesso definiti, oggi, come la “e-generation”, ovvero la generazione cresciuta tra molteplici strumenti di comunicazione e tecnologici: internet, e più in generale le nuove tecnologie, sono al centro del loro mondo. I “nativi digitali” utilizzano le nuove tecnologie per i più svariati scopi: si affidano alla rete per soddisfare la voglia e il bisogno di comunicare in modo immediato con gli altri, condividere esperienze, emozioni, pensieri, interessi, per conoscere e chiedere informazioni, ricercare film, giochi, musica.

Famiglie 2.0 nuovi sistemi di relazione: problematiche ed opportunità

L’ingresso di Internet e dei nuovi sistemi di comunicazione nelle famiglie è un processo in continua crescita, soprattutto nei Paesi in cui la presenza delle nuove tecnologie diventa sempre più parte integrante delle attività quotidiane degli adulti e dei ragazzi, portando una vera e propria rivoluzione sociale e culturale. Ma come costruiscono genitori e figli il loro “essere una famiglia” attraverso le pratiche di tutti i giorni, in cui si inseriscono in modo sempre più significativo le tecnologie?

Innamorarsi con un click: caratteristiche ed implicazioni delle relazioni online

L'amore è un sentimento che richiede sempre qualcosa di fittizio oltre a ciò che gli procura la realtà. In altre parole, l’amore ha sempre una proiezione immaginaria, per quanto possiamo crederlo tangibile e reale in un determinato momento. È sempre sul punto di compiersi, è il regno di quel che può essere. O anche di ciò che avrebbe potuto essere .

(Javier Marías)

Nuove tecnologie: strumento di community resilience… contro il game-over degli over-60

La depressione appare ormai come una delle “malattie del nostro secolo”, in ampia diffusione. Proponiamo uno zoom su questo “tema caldo” focalizzandoci sulla fascia d’età medio-alta per riflettere insieme sull’utilizzo delle nuove tecnologie come ausilio alla resilience individuale e sociale … E se crediamo che i vecchietti non sappiano di cosa parliamo quando si tratta di web, smartphone, tablet e quant’altro…Bhè ci sbagliamo di grosso!

La violenza contro le donne: superare la barriera del silenzio e la vergogna di raccontare le ferite dell’anima

[…]Se volete sapere perché non ho detto nulla, vi basterà cercare ciò che mi ha obbligato tacere. Le circostanze dell’evento e le reazioni di chi mi è accanto sono state ugualmente responsabili del mio silenzio. Se vi dico cosa mi è successo, non mi crederete, riderete, prenderete le parti dell’aggressore, mi farete domande oscene o, peggio ancora, avrete pietà di me. Qualunque sia la vostra reazione, mi basterà dirlo per sentirmi male sotto il vostro sguardo[…]