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Come sono le relazioni on line? Ad esempio nelle chat gay? La comunicazione in rete tra stereotipi negativi e pregiudizi.

Chat gay e relazioni online tra stereotipi negativi e pregiudizi. Maurizio Palomba per Anima Cafè

Chi ormai non usa almeno un cellulare per comunicare? E per dar vita a nuove relazioni online, tra chat gay, social network, stereotipi e pregiudizi

Nel mio angolo di vita che va dal periodo anni ’80 (mitici direbbero anche i giovani di oggi) ad oggi, gli incontri avvenivano nei locali, nelle associazioni o per strada e a feste e party dove ci si ritrovava più o meno invitati e, ho assistito sia personalmente sia professionalmente ai cambiamenti, piacevoli o meno ma di sicuro velocissimi- “imposti” dalla tecnologia che, se da una parte ci torna utile per le comodità ovvie, dall’altra permette spazi di comunicazione e di approcci al sociale in maniera diversa, veloce e… “abbondante”…basta un “click” per dire “TU-Sì”-“TU-NO”, “TU-NO” –“TU-Sì” …

Chi ormai non usa almeno un cellulare affascinandosi con i famosi sms e coi vari Tvb, TVTTB, e le svariate emoticon :-), nate per rendere +(più) emotiva la fredda e tecnica comunicazioni del testo?

La nascita di tutto questo risale dal pc che si connette al web, in Italia dal 1996 circa e intorno agli anni 1996/2000 l’esplosione delle chat e dei programmi che si evolvono fino alle comunicazioni video on-line (Skype p.es.) e addirittura oggi geolocalizzate (il gps ti informa sei sei a Honolulu o a 10 metri da casa). E, appunto a casa, la sera… specie d’inverno, è facile avere quello che una volta dovevi approcciare dal vivo rendendo un po’ faticosa l’uscita dalla propria abitazione soprattutto se si abita coi genitori (i più giovani) e, specie dopo una giornata di intenso lavoro. Oggi si può “giocare” programmando, sognando, seducendo, sperando, e anche lasciare andare la fantasia a giochi, dai più romantici a quelli più spinti di pratiche erotiche che davvero superano anche la fantasia stessa assieme a tutto il manuale mondiale sanitario dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) delle parafile (perversioni) che a questo punto sembrerebbero solo una piccola parte ;-).

Ne sanno chi usa le “messaggerie”, che sono siti dove oltre al profilo personale lasci e invii testi che poi, letti nel tempo (non sei tenuto a sperare troppo qui!) ricevendone (o meno) una risposta, diciamo che forse riproducono in scala lo storico Fermo Posta con Casella Postale: una settimana per inviare la lettera, una per ricevere la risposta (hhahahahah! non mi dilungo sulla preistoria).

Un giro e l’uso della chat, rispetto alla messaggerie ha la caratteristica di essere “qui&ora”, quindi diretta e immediata con la certezza che dall’altra parte ci sia una persona reale ma poi, chi sia davvero è la grande avventura (o sventura possibile, sempre da tenere a mente, insomma: testa fra le nuvole ma piedi sempre a terra!) che ci trattiene lì a scoprire se è vero o non è vero, possibile o meno che “un bellissimo e apparentemente compatibile partner” abbia scelto proprio te o abbia risposto ad un tuo invito…ma sarà vero?

Lo strumento CHAT con le sue varie APPlicazioni (o semplicemente dal navigatore che usiamo e, quest’ultimo, sembra garantire una migliore privacy poiché alla sua uscita la cronologia si elimina tutta… o quasi), a volte viene demonizzato e preso di mira come luogo di falsità, di raggiri e di nascondimento di sé, o come spazio pericoloso per poter rimanere adescato in situazioni di lucro o di prepotenze. Oggi tale percezione si è modificata nel tempo e, ognuno sa maggiormente tutelarsi per accogliere sia il gioco fine a se stesso (chattare per chattare è stimolo cognitivo e intellettuale che rende a volte piacevole la conversazione se l’argomento è di interesse comune) sia per un uso più pratico, di tipo socializzante, amoroso, sessuale, amicale e qui le cose sono diverse, la chat diventa strumento da usare come opportunità e stimolo allo sviluppo di risorse possibili.

Secondo me il principio che è fondamentale prima di mettersi in chat, è essere “centrati” (uso un termine tecnico ma facile) e cioè avere la consapevolezza dei propri bisogni e limiti, dell’energia a disposizione e delle reali possibilità pratiche unite ad una dose di autenticità che è alla base di ogni trampolino d lancio per un sano e genuino incontro (reale) conoscitivo.

Sì, proprio questo è il punto che vorrei sottolineare qui. Ci sono tanti e svariai spazi reali dove si può conoscere parlando vis a vis, ma la dimensione chat è oggi una comodità e si è velocizzata di più ancora, per esempio con le geolocalizzazioni… dove sei e in quale area geografica e con i cellulare android (cellulari di ultima generazione che fra un po’ avranno, immagino, anche la funzione “odore clicca qui” 😛). Per questo il principio primo dovrebbe essere consapevoli se si usa la chat per passatempo, allora ok “mi diverto così”oppure, per cercare di soddisfare “bisogni altri” che tendono a essere realizzati nella realtà di un incontro…conoscete altri modi più appaganti?

Quindi:quali sono questi nostri bisogni?Ne siamo consapevoli in quel momento?Quanto siamo disponibili a metterci in gioco con le difese/tutele che ci aiutano ad  affrontare un altro/a sconosciuto/a?

Allora usare la chat può diventare, lo scrivevo prima, un TRAMPOLINO DI LANCIO verso possibilità che siano realizzabili, controllabili, gestibili e tutelabili a seconda della vostra disponibilità a far sì che una chattata rappresenti la possibilità di un incontro reale dal vivo, nel qui e ora del momento. Credo solo nel Lì&Allora noi siamo in grado di sentirci dentro una pre-relazione, un pre-contatto, utile ad ascoltare se stessi mentre… si ascolta l’altro, a dire (non a scrivere di sé) di sé, esprimersi e di definirsi e forse, ridefinirsi.

Questo e solo questo momento è il “vero start” di una qualsiasi forma di relazione (reale) possibile e che potrebbe evolversi o –ahimè-, bloccarsi, con la delusione (direttamente proporzionale all’illusione personale) e l’accettazione che quella diversità conosciuta (l’altro) è incompatibile, anche per una semplice amicizia.

A volte mi è capitato addirittura di incontrare persone con le quali ho avuto poi collaborazioni professionali e stimoli di lavori messi in comune e di progetti nati e sviluppati … qui il rapporto diviene allora ALTRO ancora e, ben venga, e diventa opportunità di altre relazioni…

Insomma, in conclusione, è utile saper gestire le dosi dell’uso degli strumenti ed è vero per qualsiasi strumento, e che ogni tanto ci si stacchi dalla chat e dal pc e si esca da casa (con le dovute precauzioni) un po’ per vivere e assaporare il piacere dell’incontro reale e/o viversi anche con adultità la sgradevolezza (tipo: “stavolta non è andata come volevo 🙁 “.) comunque e nel ritiro poi , pienamente sereno e in qualche modo appagato poiché, mi sono attivato, ho incontrato un altro essere umano la sua storia le sue risorse i suoi limiti, e anche i miei e, dal vivo!!!

E le esperienze sono sempre crescita di Sé.

Non si dimentichi che questo mezzo è solo uno in più di quelli, diciamo così .. tradizionali… da non tralasciare mai e quindi, la chat è solo uno strumento in più da saper usare assieme alle altre opportunità.

Maurizio Palomba.

Per un approfondimento: “Crescere Autentici” (a cura di Maurizio Palomba) Kappa ed. 2008