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L’ideologia del gender: il dibattito italiano

Esiste l’ideologia del gender? Che impatto ha avuto in Italia? Qual è il messaggio che con questa dicitura si vuol far passare? Queste e molte altre domande si sono aperte nel corso degli ultimi mesi in un dibattito mediatico che nasce in luogo agli ultimi interventi di natura politica e sociale che andrebbero a coinvolgere le diverse istituzioni della nostra società, ovvero diffondere conoscenza riguardante la questione dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale, partendo esempio dalle scuole, luogo primario di istruzione e formazione.

gender L’ “ideologia del gender” è una perifrasi utilizzata da alcune comunità (di natura scientifica, religiosa o culturale) per demonizzare la divulgazione degli “Studi di Genere” (o “Gender Studies”) e farli passare come tentativi politici ed economici di mettere in crisi e togliere stabilità alla famiglia e alla società tradizionalmente intese, ovvero basate sui binomi uomo-donna, padre-madre; in particolare, con il termine “ideologia” si tenderebbe a omologare gli Studi di Genere al movimento politico e sociale per l’affermazione dei diritti di uomini e donne LGBTQ, utilizzati quindi come “strumento distorto”, “politicizzante” e non valido empiricamente.

Ritornando alla prima domanda, l’ideologia del gender, così intesa, esiste?

Così come definito da Sara Garbagnoli (dottoranda presso il Centre de Sociologie Européenne – École des Hautes Études en Sciences Sociales a Parigi), l’ideologia del gender esiste solo come “invenzione polemica”; lo si può definire un reale movimento retorico preso come “mandante” volto a destrutturare gli studi sul genere e a screditare la loro veridicità empirica, il cui “movente” è diffondere il loro ideale anti-gender nei diversi livelli che strutturano la società.

Vi è intervenuta anche l’Associazione Italiana di Psicologia (AIP), che nel mese di marzo ha rilasciato un documento istituzionale nel quale si afferma “l’inconsistenza scientifica del concetto di ideologia del gender”, sottolineando l’importanza scientifica che i Gender Studies hanno avuto nel corso degli ultimi decenni e dei loro effetti positivi in materia di contrasto ai fenomeni di omotransfobia.

È un dibattito ancora aperto e delicato questo, un dibattito che ha avuto e sta avendo come (secondo?) fine quello di informare la società sulle molteplici modalità di conoscenza attorno alle questioni di identità di genere e orientamento sessuale, in modo più o meno attivo e più o meno coscienzioso: la conoscenza e la diffusione di nozioni, scrupolosamente attendibili qualora possibile, è il primo passo verso la libertà di pensiero e opinione su questi delicatissimi argomenti… oltretutto, come disse Oscar Wilde, “bene o male, purché se ne parli”!

Dottoressa Carmela Milly Perrotti, Tirocinante in Psicologia.

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