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La sex addiction: quando il piacere diventa dipendenza.

Più tempo passa, e più ci scopriamo “dipendenti” ed è ormai evidente che possiamo far a meno di una sostanza – paradosso! –  per definirci tali. Parliamo di sex addiction, argomento traversale a diversi saperi, dalla psicologia alla sessuologia, alla medicina all’antropologia. Quale la prospettiva della sessuologia?Stef2014

      Nel 1983 Carnes propose in questi termini la prima definizione di dipendenza sessuale nel suo libro: “…il desiderio sessuale che diminuisce la capacità o il desiderio di controllare i comportamenti sessuali che persiste nonostante le conseguenze dannose”. Ciò che differenzia la sex addiction dal comportamento sessuale normativo è proprio questo: in primis l’enorme quantità di tempo spesa in attività sessuali, spesso in risposta a stati d’umore disforici o come strategia per affrontare eventi stressanti nella vita. Inoltre, spesso l’individuo in queste sue attività si confronta con eventi negativi (contrae una delle infezioni sessualmente trasmesse, rende meno sul lavoro, oppure ha problemi col partner, se parliamo di una persona in coppia…) tuttavia, nonostante queste o altre conseguenze avverse, non riesce a interrompere questo circolo vizioso.

E più nello specifico, parlando di “internet sexual addiction” quali categorie della sessuologia possono esserci particolarmente utili per esplorare e meglio comprendere questo fenomeno? (Anima Cafè ha già dedicato un articolo all’argomento trattato secondo categorie psicologiche. Vedi Articolo Cybersex Prof. Paolo Valerio).

Una delle aree di problematicità di maggior interesse nella comunità scientifica è quella relativa alla nascita di una nuova forma di comportamento compulsivo legato alla fruizione di internet per scopi sessuali. Uno dei nomi che è stato dato  tale fenomeno è internet sexual addiction. Per spiegare in modo adeguato come internet può amplificare e favorire l’insorgenza di una sex addiction possiamo senz’altro far riferimento al cosiddetto “meccanismo delle tre A”, introdotto da Cooper nel 1998. Secondo l’Autore, la facile accessibilità del mezzo (Accessibility), disponibile sempre ed ovunque, soprattutto ora con l’utilizzo sempre più frequente degli smartphone, l’economicità (Affordability) e la percezione di anonimato (Anonimity) spiegano come internet abbiano favorito il crescente utilizzo di attività sessuali online, rendendo dunque più semplice anche l’innescarsi di meccanismi di addiction.

A partire dalla sua esperienza professionale, può fare un esempio esplicativo che favorisca una riflessione critica sul fenomeno dell’internet sex addiction?

      Per avere un’idea del fenomeno, possiamo dire che la internet sex addiction interessa approssimativamente il 7-10% degli utenti di internet. Nonostante l’utente mostri diverse manifestazioni cliniche, di solito i seguenti sintomi sono caratteristici: disturbi del sonno, isolamento progressivo, mancanza di senso di responsabilità per il proprio comportamento, cambiamenti d’umore, mancanza di interesse sessuale per il partner. E’, tuttavia, importante sottolineare che l’interpretazione del fenomeno legato alla internet sexual addiction necessita il superamento della dicotomia sano-perverso della comunicazione on-line. Piuttosto, possiamo riconoscere, come nella maggior parte dei fenomeni, un continuum che va dalla semplice curiosità al coinvolgimento eccessivo.

Fonti e Bibliografia:

  • P. Carnes – Out of the shadows: Understanding Sexual Addiction, 1983 – CompCare. Minneapolis.
  • A. Cooper – CyberPsychology & Behaviour, 1998 – Mary Ann Liebert. Sexuality and the internet: Surfing into the new millennium.