Progetto “Comune Benessere”

L’immagine dello psicologo dalla prospettiva dei Sindaci dei Comuni Campani

Da che idea è nato il progetto?

  • La professione psicologica risenta oggi di un forte ristagno entro territori d’insistenza oramai saturi.
  • E’ sempre più evidente e pressante una domanda istituzionale/sociale che richiede professionisti in grado di mediare conflitti sociali, che sappia integrare le differenze culturali, che sia di sostegno al disagio, ma soprattutto che sappia promuovere qualità della vita, benessere sociale, in grado di ripensare in modo creativo la convivenza, la cittadinanza, la partecipazione.

 

Da chi è stata promossa la ricerca?

Dall’Ordine degli psicologi della regione Campania con il patrocinio dall’ANCI Campania in vista della seconda edizione della “Settimana del Benessere Psicologico”.

Obiettivo della ricerca 

  • Far luce sul rapporto tra domanda sociale e professione analizzando le culture organizzative di alcune amministrazioni locali, cercando di dare risposta a interrogativi come: chi sono Comuni maggiormente interessati alle competenze psicologiche e perché? Cosa domandano? Quali caratteristiche li contraddistinguono? Che rappresentazioni possiedono del concetto di benessere sociale? Come lo perseguono? Esistono fattori comuni e differenzianti? Come interpretare tali differenze?
  • Conoscere in maniera approfondita gli interlocutori, le loro esigenze e il modo in cui immaginano utile l’intervento psicologico, per poter attivare misure adeguate e pertinenti alla loro domanda
  • Esplorare gli aspetti critici e di sviluppo dell’immagine che hanno maggiore incidenza sugli atteggiamenti e le attese nei confronti degli psicologi
  • Individuare potenziali strategie di azione professionale mirate allo sviluppo della commitenza

      Conoscere il modo in cui la committenza connota la professione psicologica permette di orientare le politiche di promozione della propria immagine professionale

 

 

Perché analizzare l’immagine che i Sindaci hanno dello psicologo?

Perché questi sono per definizione mediatori del rapporto tra le esigenze sociali e la loro realizzabilità. Conoscendo le loro esigenze e il modo in cui immaginano utile l’ intervento psicologico è possibile attivare misure adeguate e pertinenti alla loro domanda.

 

 

Metodologia

La ricerca è finalizzata a enucleare set di profili ( immagini) in grado di far luce sulle possibili relazioni tra benessere sociale, immagine della professione e delle potenziali aree di intersezione tra questi, attraverso il confronto di due campioni. Lo scopo è stimare il fattore di “sensibilizzazione” della “settimana del benessere psicologico”.
E’ stato utilizzato un piano di campionamento di tipo ragionato scegliendo come campione i Comuni capofila dei piani sociali di zona(37 dei quali hanno aderito). Per ciascun Comune è stato intervistato il sindaco mediante un intervista semistrutturata che è stata successivamente analizzata  con il software TLAB e SPADA.

Aree tematiche indagate

  1. Identità territoriale
  2. Sviluppi e criticità del Comune
  3. Promozione del benessere e Capitale sociale
  4. Professioni e Ruolo dello psicologo.

Cosa è emerso

Valutazione del Contesto

VALORIZZAZIONE VS LOCALISMO IDENTITARIO

Da un lato il contesto evoca i temi dello sviluppo del benessere in quanto la comunità è valorizzata e vi è fiducia nelle possibilità di sviluppo e nelle relazioni sociali. La cultura individua nei bisogni e nelle criticità il punto di partenza sul quale organizzare l’azione. Le professioni sono immaginate quali strumenti al servizio dello sviluppo locale. Professioni come quelle dello psicologo trovano il proprio spazio d’azione nei confronti della famiglia, con funzioni di aiuto, di collante, di coordinamento, entro dimensioni prevalentemente valoriali. Dall’altro lato troviamo il localismo identitario che assume funzione difensiva nei confronti dell’estraneità e della novità. Prevale una logica dello status quo, dove ogni innovazione è vissuta come minacciante e intrusiva, in grado di destabilizzare il sistema di valori condiviso, in una cultura organizzativa basata prevalentemente sull’appartenenza e sull’identificazione con il territori di insistenza. 

Che Immagine hanno i sindaci dello psicologo?

  1. Moralizzatore(35%)
  2. Bonificatore(17,8%)
  3. Link(36,2%)
  4. Ideologico(11,00%)

Valutazione del benessere

ANOMIA VS SVILUPPO

La cultura ANOMICA esprime insoddisfazione, riguardo la qualità della vita e la qualità dei servizi della propria Comunità, incertezza sulle possibilità di un suo miglioramento. Il contesto nel quale s’immagina promozione del benessere è deficitario e in crisi, una crisi economica che inficia le possibilità di realizzare i propri obiettivi. Il benessere sociale coincide in questa cultura con il benessere economico. Lo sviluppo è possibile solo in ragione di uno sviluppo industriale e d’intervento della classe politica. Le criticità evidenziate non si risolvono in domande di aiuto in grado di modificarne l’assetto, ma appaiono conchiuse all’interno. C’è poco spazio per soluzioni in quanto questa cultura cerca nell’interlocutore conferma al proprio malcontento. Per ciò che riguarda lo SVILUPPO, la cultura sembra ancori il benessere sociale allo sviluppo turistico e alle professioni tout court. Il benessere sociale è il prodotto dello sviluppo legato alla promozione del territorio e all’azione di varie professioni (ingegnere, psicologo, educatore, psichiatra, assistente sociale, sociologo). Lo sviluppo del benessere sociale sembra essere condizionato dal benessere personale, anche se le domande rivolte alle professioni hanno come oggetto il saper leggere, incidere e indirizzare il benessere della Comunità nel suo complesso. Lo psicologo, in tale contesto, è percepito come utile e competente, con una specifica capacità di intervenire sui fattori di stress.  In questa cultura, promuovere il benessere significa investire sulla formazione, sullo sviluppo del senso civico, sui processi educativi, sulla capacità di saper leggere il tessuto sociale e i suoi bisogni.

Riflessioni

I Comuni campani, riflettono un’idea di benessere ancorata prevalentemente (ma non esclusivamente) a fattori e indicatori economici che appaiono le premesse affinché si produca, come ricaduta, benessere sociale. Nel complesso le rappresentazioni e le attese nei confronti dello psicologo appaiono positive e fiduciose. Le esigenze del territorio e la più ampia domanda sociale, legata ai complessi processi d’integrazione e gestione del conflitto sociale, spingono i Sindaci alla ricerca di una professionalità in grado di saper individuare e progettare strategie di gestione e mediazione. Se per un verso s’intravedono degli ambiti d’intervento, l’immagine dello psicologo appare ancora generica e “sgranata”, in alcuni casi, sovrapposta ad altre professionalità. Tale immagine non dipende strettamente dalla relazione che i sindaci intrattengono con la nostra professionalità, ma dalla relazione con il contesto. C’è uno stretto rapporto quindi, da approfondire tra sviluppo locale e domanda, poiché, è la valutazione del contesto la variabile che influenza maggiormente la domanda di intervento psicologico. In ragione dei quattro profili individuati, appare, dunque, strategico pianificare operazioni di promozione e intervento psicologico in linea con le culture individuate. Ciò significa pianificare strategicamente gli interventi in ragione della specifica committenza, valorizzando in alcuni casi una funzione di sviluppo legata al cliente interno (il comune stesso) e in altre invece, in sinergia con gli obbiettivi del comune, rivolte prevalentemente alla comunità

Video Interviste Sindaci

Progetto Comune Benessere: lo psicologo incontra la città e il territorio. Lo psicologo di base nei Comuni è un professionista a servizio della comunità. Il progetto Comune Benessere è un lavoro di ricerca utile alla costruzione di una nuova domanda di sviluppo di benessere per la cittadinanza. Una domanda che nasce dalle esigenze dei cittadini. Una domanda che organizza una nuova offerta di psicologia.

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