Cosa valuta l’esame di stato di psicologia?

L’esame di stato, attraverso le sue prove, mira a valutare e stimare le competenze di performance e le competenze psicologiche del candidato. Per competenze di performance si intende la capacità del candidato di interpretare correttamente le consegne e mettere a punto una strategia efficace di svolgimento della prova, nei tempi e nelle modalità richieste, dimostrando di possedere metodo e conoscenze teorico- tecniche, specifiche per ciascuna prova.

Ma questo non basta! Per superare l’esame di stato è necessario che il candidato dimostri di possedere delle competenze più squisitamente psicologiche, spesso maturate durante l’esperienza di tirocinio pregressa.

Per ciascuna prova, quindi, è importante evidenziare che le differenti azioni ipotizzate non solo abbiano una correttezza in termini di metodo e deontologia, ma siano coerenti con una preliminare lettura dei contesti attraverso categorie psicologiche.

L’utilizzo di una lente di lettura psicologica per codificare i fenomeni è una condizione imprescindibile per uno psicologo, in quanto è proprio questa competenza che definisce la sua specificità professionale. Un buon compito deve rendere evidenti questi aspetti e testimoniare la competenza del candidato a “sapersi posizionare” come psicologo nei diversi contesti applicativi.