Le 4 prove dell’esame di stato per psicologi:

La prima prova dell’Esame di Stato per psicologi consiste nella realizzazione di un elaborato sulla base di una traccia proposta dalla commissione e inerente tematiche di psicologia. L’Art.52 del DPR 5 giugno 2001, n.328, pubblicato nel S.O. n.212/L alla G.U. n. 190 del 17 agosto 2001 recita che l’argomento della prova verte solitamente su: “aspetti teorici e applicativi avanzati della psicologia; progettazione di interventi complessi su casi individuali, in ambito sociale o di grandi organizzazioni, con riferimento alle problematiche della valutazione e dello sviluppo delle potenzialità personali”.

Come si può intuire, si tratta di argomenti molto ampi, che possono abbracciare tematiche di psicologia generale, sociale, dello sviluppo, clinica, ecc. La traccia può riguardare un unico argomento teorico, ma anche un confronto tra più teorie.

Solitamente, questa è la prova che spaventa di più gli studenti, sia per la mole di lavoro e studio che richiede, sia perché è la prima prova.

Per prepararsi al meglio a questa prova occorre sicuramente riprendere i libri di testo utilizzati all’università, fare una selezione dei principali argomenti della psicologia generale, studiarli ed esercitarsi a scrivere il tema,-piuttosto che ripeterlo oralmente-, confrontarsi con i colleghi e provare ad esercitarsi insieme.È molto importante, inoltre, avere chiaro per ciascun argomento il framework teorico di riferimento.

Se sei a buon punto con lo studio puoi esercitarti con l’aiuto di un esperto, e confrontarti con altri studenti!
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La seconda prova è anch’essa scritta: una traccia predisposta dalla commissione richiede lo sviluppo di un progetto sulla base di un dato argomento. Secondo l’Art.52 del DPR 5 giugno 2001, n.328, pubblicato nel S.O. n.212/L alla G.U. n. 190 del 17 agosto 2001, può vertere sui seguenti argomenti: “progettazione di interventi complessi con riferimento alle problematiche della valutazione dello sviluppo delle potenzialità dei gruppi, della prevenzione del disagio psicologico, dell’assistenza e del sostegno psicologico, della riabilitazione e della promozione della salute psicologica”.
Le capacità che vengono testate attraverso questa seconda prova, sono quindi, quelle di progettazione: la richiesta potrebbe riguardare progetti di prevenzione, di assistenza, di promozione, valutazione di una specifica situazione, sostegno o riabilitazione o progetti di ricerca.
Si tratta di una prova differente dalla prima, che richiede la necessità di sviluppare competenze trasversali, di tipo imprenditoriale, come capacità progettuali, di individuazione di risorse, di business plan, organizzative, di marketing, ecc.
È importante esercitarsi molto nella stesura di progetti e può essere utile costruirsi uno schema di realizzazione progettuale che sia flessibile ed adattabile ai differenti possibili ambiti.

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Questa è la prova del “caso clinico”, che viene definita solitamente pratica, o applicativa. Come recita l’Art.52 del DPR 5 giugno 2001, n.328, pubblicato nel S.O. n.212/L alla G.U. n. 190 del 17 agosto 2001, questa prova riguarda: “la discussione di un caso relativo ad un progetto di intervento su individui ovvero in strutture complesse”. L’articolazione dell’intervento richiesto può riguardare un adulto (ambito clinico) un bambino (ambito dello sviluppo) un’azienda/organizzazione ecc. (ambito del lavoro), un trial clinico (ambito sperimentale).

Lo studio per questo tipo di prova consiste nello sviluppare capacità di utilizzo della categorie diagnostiche, e soprattutto nell’apprendere le giuste modalità di analisi della domanda, imparando dunque ad utilizzare determinate categorie per leggere la realtà proposta dalla traccia.

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Per quanto riguarda l’ultima prova, l’Art.52 del DPR 5 giugno 2001, n.328, pubblicato nel S.O. n.212/L alla G.U. n. 190 del 17 agosto 2001 suggerisce di si tratta di una prova orale sugli argomenti delle prove scritte e su questioni teorico-pratiche relative all’attività svolta durante il tirocinio professionale, nonché su aspetti di legislazione e deontologia professionale.

Per prepararsi al meglio alla quarta prova può essere utile studiare il Codice deontologico della professione, nonché la legge Bersani, il consenso informato, la legge che ha istituito la professione, le nuove normative in termini di sicurezza e privacy.

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